Dal Velo al Web: Viaggio in Iran nei giorni della protesta

Il 27 dicembre 2017 una ragazza iraniana senza il velo che sventola il suo 'hijab' bianco nel mezzo di una strada affollata diventa il simbolo delle sanguinose proteste antigovernative che in quei giorni squarciano l'Iran.

Come spesso accade le uniche notizie ci arrivano attraverso il web e le riprese fatte con il telefono. Il velo ed il web, il velo e lo smartphone sono la perfetta sintesi dei contrasti di questo immenso e sconosciuto paese che, per l'occidente, si trasforma da “stato canaglia” a “grande opportunità economica” a seconda degli interessi e dei cambiamenti politici del momento.

Passato e presente, conservatori e riformisti, religiosi e laici, dittatura e democrazia, tutto si scontra e si interseca in uno spazio temporale che marcia inesorabilmente verso il futuro.
Il velo e lo smartphone sono gli elementi che ho fotograficamente identificato come antipodali e che nelle immagini convivono, si sfiorano e si scontrano con il sorriso di un popolo ospitale e curioso che sogna una normalità negata.

Un identità forte e determinata di uno dei pochi paesi del terzo mondo che non è mai stato una colonia e che sente e conosce il peso della storia e della civiltà millenaria di cui è testimone.

La memoria è una proprietà privata su cui il potere non ha diritti.“ 
(Shah in Shah - Ryszard-Kapuscinski)

le foto sono realizzate tra il 30 dicembre 2017 e il 7 gennaio 2018
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